Super nel settore

L’Università Parthenope di Napoli è stata giudicata la peggiore università statale d’Italia, eppure l’eccellenza si nasconde anche qui. Per esempio nei corsi di Alessandra Rotundi, astrofisica e docente di Fisica di base al dipartimento di Scienze e tecnologie. La Nasa ha selezionato il team italiano della professoressa Rotundi per la missione Stardust, che ha studiato la polvere stellare prelevata dalla chioma di una cometa. Alessandra Rotundi; è stata inoltre responsabile di uno dei dieci strumenti a bordo della sonda Rosetta, una missione spaziale dell’Esa. Inoltre l’Esa consente solo a due atenei di partecipare al corso di astrobiologia offerto in inglese sul web: uno è proprio l’Università Parthenope di Napoli.

Visita il sito dell’Università Parthenope di Napoli.

Spegnamo la luve e torniamo a rivedere le stelle

L’Italia è il paese del sole, ma purtroppo non è il paese delle stelle. Uno studio del 2016 sull’inquinamento luminoso nei paesi del G20 mette al primo posto l’Italia e la Corea del Sud. Di fatto, il 77% della popolazione italiana non può vedere lo spettacolo della Via Lattea. L’unico posto in Italia dove la notte è ancora quasi “intatta” e vedere migliaia di stelle è ancora possibile si trova nell’Arcipelago toscano: Pisola di Montecristo. Le stelle sono poche per chi abita nella Pianura Padana, a Roma, a Napoli, a Torino e sulla costa adriatica, escluso il Gargano. Va un po’ meglio nelle campagne di Basilicata, Calabria e Sicilia, nell’Appennino tosco-emiliano, nella parte occidentale della provincia di Cuneo e in Maremma. Buona, infine, la situazione in Alto Adige, vicino al confine con l’Austria, e nella Sardegna Orientale, intorno al Golfo di Orosei. Nell’insieme, la situazione è preoccupante e – come spiega il fisico Fabio Falchi, fra i coordinatori dello studio – le amministrazioni devono fare più attenzione anche a come illuminano. La luce blu  dei led usati per l’illuminazione pubblica, per esempio, inquina molto i cieli.

Carabinieri in verde

Se vedete sulle strade italiane una macchina dei Carabinieri di colore verde, non pensate a uno scherzo. Dal 1 ° gennaio, 7.000 forestali (su poco più di 7.500)
fanno parte del corpo dei Carabinieri e le loro auto sono verdi. Il provvedimento della ministra per la Semplificazione Madia ha l’obiettivo di tagliare i costi dello stato, con un risparmio stimato di 100 milioni di euro. La decisione ha suscitato anche molte polemiche. Il Corpo forestale, istituito nel 1822, è una forza di polizia a ordinamento civile. Il suo compito è di tutelare abiente e di reprimere i reati ambientali e agroalimentari. I Carabinieri, al contrario, sono una forza armata e fanno parte dell’Esercito italiano. Se commettono un reato vengono giudicati dal tribunale militare, non hanno diritti sindacali ne di sciopero. Insamma, il cambio è radicale.